First Trial

Ieri, prima job interview in London.
Oggi, prima giornata di prova come receptionist in un ristorante.
Ho dimenticato istantaneamente tutti nomi che avrei dovuto ricordare, confuso il tavolo dei Goodwin con quello dei Goodman, mangiato per la prima volta servendomi direttamente dalla cucina, chiesto i cappotti per il tavolo tredici che non è mai esistito, camminato camminato, sorriso, sorriso sorriso, ancora camminato. Tra meno di una settimana mi faranno sapere.
I cuochi li riconosci dalla sicurezza che hanno nello sguardo, i camerieri da come camminano, i clienti dall’aria interrogativa che hanno. Io non riuscivo a smettere di guardare, i movimenti di danza del personale, le cialde, i fritti, il prezzemolo, il vetro, i muri curvi color panna, il signore anziano che arriva da lontano senza aver prenotato, si siede sul sofa e mangia lì, solo e felice.
Uscendo ho sciolto i capelli e guardato l’azzurro, su.

Nella foto: i palazzi sono alti, il cielo di più.

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2 risposte a “First Trial

  1. dovresti scrivere un romanzo. anzi no. non dovresti. devi.

  2. io adoro tutto ciò che scrivi e so, da molto prima che mi sia venuto in mente di scrivertelo, quanto tu sia speciale.

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